ASIA

8 GIORNI NELLA CAOTICA SHANGHAI

  • PERIODO: 25 settembre – 2 ottobre 2018
  • TEMPERATURA: da 18 gradi la sera ai 25 gradi di giorno
  • MONETA: Renminbi, 1 CNY = 0,13 €
  • AEROPORTO: Shanghai Pudong
  • VISTO DALL’ITALIA: SI, 200€
  • VOLO: prenotazione tramite agenzia viaggi – China Eastern e Emirates
  • PERNOTTAMENTO: prenotazione tramite Booking
  • COSTO DEL VIAGGIO: non saprei dirlo! Volo compreso con Singapore e troppi eventi, inviti, ecc.

SUPER CONSIGLI: scaricate già dall’Italia un VPN che vi permetta di entrare nei social network dato che che Cina le nostre App quotidiane come Whatsapp, Facebook, Instagram e Maps sono censurate; consiglio di scaricare WeChat, mezzo di comunicazione che funziona anche senza VPN con cui è anche possibile pagare dato che in Cina le carte di credito spesso possono non essere accettate; ci sono App che permettono di monitorare i livelli di inquinamento in quanto in alcuni giorni è sconsigliato uscire di casa a causa della cattiva qualità dell’aria; in Cina pochissimi conoscono l’inglese quindi munitevi di indirizzi scritti in lingua locale;

PRIMO GIORNO: la mattina del 25 settembre da Singapore abbiamo preso il volo per Shanghai (6 ore di volo). Arrivati in territorio cinese nel tardo pomeriggio, abbiamo preso il taxi e ci siamo fatti un’ora di viaggio per raggiungere la città, in quanto dista circa 43 Km dal Bund (centro di Shanghai). I costi dei taxi variano in base al periodo e all’ora del giorno e noi spendemmo circa 200 CNY o poco più (25 – 30 €). Alloggiavo al World Union Service Apartment – Cosmo ( 5 notti, solo pernottamento, mi sono costate 344€), struttura non molto moderna e poco curata ma il mio appartamento all’ottavo piano era davvero confortevole, molto pulito e provvisto di tutto il necessario (mi sono sentita molto a casa) e ovviamente ha giocato a favore l’ottima posizione vicino a Jing’an Temple e la Nanjiing Road. Quella sera ho cenato al The Nest: i cocktails sono decorosi, hanno un menù sia di carne che di pesce e la location è molto particolare.

Jing’an Temple

SECONDO GIORNO: il giorno dopo ci siamo alzati e siamo andati a fare una passeggiata a Jingan Park, molto curato e pulito dove si respira una bellissima atmosfera: musica, persone che danzavano, facevano movimenti ispirati alle arti marziali: poi ho scoperto che è tipico della Cina moderna trovare nei parchi persone che usano la danza come forma di esercizio fisico. I miei compagni di viaggio mi hanno anche lasciata lì da sola con dei vecchietti cinesi a giocare a Banqi, una specie di gioco degli scacchi cinesi, di cui non ho capito nulla perché non riuscivano a spiegarmi le regole del gioco, cioè me le spiegavano in cinese ma per una che non conosce una parola di cinese è un po’ difficile capire (in Cina non parlano inglese se non nelle zone molto turistiche!).
Successivamente abbiamo visitato Jing’an Temple, tempio buddista di molto effetto anche per le numerose persone religiose e praticanti che si incontrano all’interno (costo 50RMB).
Tra una cosa e l’altra ho pranzato a Thai Gallery e la sera all’Hot Pot (usciti da lì si puzzerà di cibo fritto o speziato almeno per due giorni).

TERZO GIORNO: Il giorno seguente una ragazza cinese conosciuta durante questi giorni, Giulia, mi ha accompagnata a un Fabric Market, un grossissimo edificio pieno di negozi dove vendono abbigliamento fake e tante stoffe, soprattutto la seta, e offrono anche la possibilità di creare abiti su misura. Ci siamo fatte poi una bellissima passeggiata e siamo arrivate allo Starbucks più grande del mondo, dove ci siamo fatte una bella e costosa merenda. Per la cena sono rientrata in hotel e mi sono semplicemente mangiata una pizza d’asporto sul divano guardando un film in inglese, godendomi una serata di relax.

Bund
Dalla Shanghai Tower

QUARTO GIORNO: è arrivato finalmente il momento di andare al Bund, lungo viale sul fiume Huangpu, proprio di fronte al quartiere degli affari di Pudong, che ospita dei grattacieli che pietrificano chi li guarda per la loro maestosità. Ho pranzato sul terrazzo del Pop Restaurant (New Heights), godendomi il panorama della metropoli sottostante. Subito dopo pranzo siamo saliti sul secondo edificio più alto al mondo (dopo il Burj Khalifa a Dubai): la Shanghai Tower, alta 632 metri (costo 25€, ma credetemi che non ve ne pentirete).
Da lassù si vede l’infinità di Shanghai a 360 gradi e parlo di infinità perché non riuscirete a vederne la fine… solo edifici che arrivano all’orizzonte e degradano scomparendo alla vista umana. Era l’ora del tramonto, con una leggerissima foschia, e il sole si era tuffato all’orizzonte lasciando il crepuscolo farsi avanti.

Vista dal Bar Rouge

Dopo aver fatto l’aperitivo al The Fellas e cenato al lussuoso Hakkasan (sul Bund con vista su Pudong) ho proseguito la serata al Bar Rouge (vi consiglio vivamente di andare: è un locale notturno all’aperto con una vista meravigliosa su Pudong, molto chic e con bella gente).

QUINTO GIORNO: ho girato per China Town e siccome la persona che era con me per questioni lavorative mi ha lasciata da sola mi ricordo di essermi persa, nessun taxi mi caricava perché era l’ora di punta ed erano tutti pieni… così ho chiamato un mio amico e mi sono fatta venire a prendere: che vergogna!

ULTIMI GIORNI: Il tempo stava per scadere, mi rimanevano due giorni e già pensavo a quanto potesse essere triste tornare a casa: ho trascorso il mio tempo a Tianzifang, quartiere di strette viuzze piene di passato e tradizioni, con diversi negozietti e localini, stando in compagnia degli amici, facendo una grigliata assieme e facendo un massaggio ai piedi estremamente rilassante (troppo famoso in Cina il massaggio ai piedi da poterlo saltare). Le ultime due notti, non so perché, ho cambiato Hotel per concedermi anche un po’ più di relax e comfort e sono passata all’ Equatorial (2 notti in camera matrimoniale ad uso singolo, senza colazione, 179 €).

Il 2 ottobre ho ripreso il taxi e dopo un’oretta sono arrivata in aeroporto dove mi aspettava il volo di 17 ore Shanghai – Dubai – Milano con gli Emirates.

Ho avuto la possibilità di andare in Cina ma di poter vedere solo la caotica Shanghai e nonostante tutto, nonostante la folla di persone, le macchine che ti investono sulle strisce pedonali, i motorini che ti vengono a sbattere mentre cammini sul marciapiede, me ne sono innamorata, probabilmente perché è stata la prima volta che mi sono trovata così lontano da casa e a contatto con una cultura completamente diversa dalla nostra. Comunque è certo che Shanghai è la città dove tutto scorre, soprattutto il tempo: c’è così tanto da fare, così tanta vita, così tanta diversità, che arrivi a fine giornata e non te ne sei neanche accorto e questo effetto lo fa anche a persone che ho conosciuto che sono li da 8 anni.

Quanto ho pianto sull’aereo per tornare a casa dopo due settimane di avventura in mondi completamente differenti dal nostro? E tornare alla monotona vita di tutti i giorni e i suoi problemi annessi? Lascio a voi la risposta.

Giardino del Mandarino

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